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Questo tipo di esperienza è ormai consolidato in molti paesi europei e nel mondo, tra i quali : Danimarca (paese in cui è nata l’idea nel lontano 1960), Norvegia, Canada, Stati Uniti, Australia, Olanda. In tali realtà troviamo realizzate le più varie forme di compartecipazione, ma generalmente sono considerati irrinunciabili spazi comuni , quali: * una zona verde (giardino o cortile) * un’ area all’aperto ed una al coperto per i bambini * una grande cucina-sala da pranzo * un salone per proiezioni, incontri, dibattiti, ecc. * una zona adibita a parcheggio In genere si tratta di condomini di circa 1500 mq, costituiti da 12-15 appartamenti che vanno dai 60 ai 100 mq, abitati da nuclei familiari formati da coppie giovani e anziane, famiglie con figli, singles in un mix multi generazionale. Ampio risalto viene attribuito agli aspetti correlati al risparmio energetico ed all’urbanistica. Un riferimento può essere Bed Zed, quartiere ecocompatibile costruito a Londra nel 2002 con criteri ecologici anti-inquinamento, nel quale si produce energia dal sole, acqua dalla pioggia, calore dal legno ed in cui tutto si ricicla. Il quartiere è costituito da un centinaio di alloggi, da uffici e negozi, impianti sportivi, una caffetteria, un centro medico-sociale e un asilo nido. Le costruzioni sono tutte orientate a sud in modo che i pannelli solari di cui sono dotate possano catturare la maggior quantità di calore e di luce, le pareti sono di grande spessore ed i vetri tripli. Un altro importante esempio di eco-sostenibilità, di bio-architettura e di progettazione partecipata è il quartiere Vauban di Friburgo, nel quale gli architetti continuano a operare lavorandoci e vivendoci. Un’ampia bibliografia è disponibile su internet.
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